Riforma delle aliquote IRPEF

Ci risiamo. Il Ministro Tremonti ha dichiarato di ritenere “giusto un sistema con 3 aliquote” IRPEF. Non so come possa utilizzare il termine “giusto”. Basta rileggere l’art. 53 della Costituzione per capire quanto sia improprio parlare di “giustizia” per un sistema basato soltanto su 3 aliquote, mentre dovrebbe essere “informato a criteri di progressività”.

Vorrei ricordare che la legge 825 del 1971 in applicazione dell’art. 53 della Costituzione prevedeva 32 aliquote. Anche un alunno della scuola primaria può capire che più sono le aliquote più si concretizza il criterio della progressività. Giustizia è tener conto il più possibile delle diversità. Fare parti eguali tra diseguali è la più odiosa delle ingiustizie, diceva don Lorenzo Milani.

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Come eliminare l’evasione fiscale

Se ogni cittadino avesse il diritto e l’interesse a scalare dal reddito lordo ogni spesa effettuata, chiederebbe e conserverebbe tutta la documentazione utile: fatture, scontrini fiscali, ricevute, ecc. L’evasione fiscale non avrebbe più spazio.

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Per un fisco più equo e solidale

Rivedere la tassazione sui risparmi e sui redditi da affitto

Il risparmio è certamente un bene, che giustamente la Costituzione «incoraggia e tutela» (art. 47). È sicuramente un valore, soprattutto se lo intendiamo come saggia propensione a “non fare mai il passo più lungo della gamba”, tramandataci dai nostri nonni. È il contrario della propensione moderna ad acquistare beni senza avere le risorse per farlo. Molte persone si muovono in pubblico con automobili lussuose, ma poi confessano in privato che in realtà la vettura non è di loro proprietà, almeno fino a quando non avranno finito di pagare l’ultima rata.

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La cedolare sugli affitti che favorisce solo i ricchi

Spett.le Redazione,

il Governo ha appena approvato un Decreto Legislativo che prevede una tassazione separata e con aliquota unica proporzionale (20%) per i redditi provenienti dall’affitto di immobili. Mi sembra una tassa in evidente contrasto con l’art. 53 della Costituzione. Anzichè tassare in base al cumulo dei redditi (come avviene adesso), si passa ad una imposta che non è più basata sul criterio di progressività.

Infatti non distingue nemmeno tra chi affitta 1 appartamento e chi ne affitta 10 o 100: pagheranno tutti la stessa aliquota! Una scelta che evidentemente favorisce i grandi possessori di immobili, cioè i più ricchi. Ne consegue anche che, a parità di entrate fiscali, il mancato introito (la differenza tra quanto pagato adesso da chi è soggetto ad aliquote alte e la cedolare secca) dovrà essere recuperato con altre imposte, che presumibilmente riguarderanno tutti, cioè anche i più poveri.

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