ITALIA. Non si era davvero mai visto un DEF, cioè un piano economico e finanziario del nuovo triennio, privo di tendenze programmatiche, pur rese obbligatorie da leggi proprie e comunitarie. A tutto eravamo abituati, specie alle bugie pietose di numeri troppo belli per essere veri, e anche stavolta qualche numero bugiardo non è mancato, ma mai il silenzio sulle intenzioni. Il motivo è confessato: ci sono le elezioni europee, e non bisogna turbare il sonno dei cittadini, che già dovrebbero pensare (ma lo fanno?) che per l’Europa – in un quadro globale da brividi, con due forse tre guerre in corso sotto casa – il voto di giugno è estremamente importante. Ripetiamo: estremamente. Ciononostante, vincerà anche stavolta l’astensione. […]